venerdì 26 febbraio 2016

Luca Rossi - L'Erede della Luce

                   

ATTENZIONE!!

Questo romanzo rappresenta il seguito dell'opera:


Non leggere questa recensione prima di aver letto il volume I.



LA STORIA ★★★


Ero indeciso tra le tre e le quattro stelle, ma infine ho optato per le quattro perché il finale è veramente molto ricercato e pieno di fantasia. Difficilmente avrei potuto pensare che la storia potesse prendere una piega così drastica. Ma qui, mi fermo. No spoiler.


Torno un passo indietro, all'inizio del Volume II appunto. La prima parte è concentrata su Miril e Lil, approdate al Palazzo di Ardis dopo aver fatto un viaggio di 2000 anni indietro nel tempo. Qui dovranno affrontare l'ostilità della popolazione locale, spaventata dalla loro apparizione, prima di potersi (forse) ricongiungere. Più tardi entrerà in gioco anche la scena al presente, dove troveremo la regina Aleia succeduta al defunto Re Beanor. L'intraprendente donna dovrà raccogliere un governo mal gestito e gestirne tutte le questioni in sospeso, assassini del re compresi.

La trama inizialmente mi è sembrata un po lenta, per poi accelerare drasticamente nel finale. Da pagina ottanta in poi diciamo che l'ho letteralmente divorato. Una sola cosa non mi è piaciuta: a mio avviso, forse, troppe volte lo scenario erotico è stato usato per risolvere delle situazioni complicate, o è stato impiegato dove non era necessariamente richiesto. Mi riferisco, per fare un esempio, alle allucinazioni prodotte dal mago Romur ai danni di Lil ( e anche qui mi fermo per non danneggiare chi non l'ha ancora letto). Questi sono stati gli unici dettagli che mi hanno spinto a mettere quattro stelle anziché cinque. Per il resto, sufficienza ampiamente raggiunta!

LO STILE ★★★

Stesso voto anche per lo stile. Come sempre ben dosato, frizzante, scorrevole, coinvolgente. Questi sono alcuni dei tanti aggettivi che mi vengono in mente ripensando alla lettura. Nel complesso una piena sufficienza, tuttavia mi sento di fare qualche appunto.


Ho trovato un lieve paradosso nel personaggio rappresentato dal Mago Romur. Di seguito riporto un passaggio a riguardo: 

"Quell'individuo, al contrario, era gelo e oscurità. Il contatto iniziale che aveva scambiato con lei ancora le dava i brividi. Era come se avesse scavato un solco nella sua anima."


L'impressione che ho ricevuto leggendo queste righe è stata quella appunto di un personaggio freddo, vuoto ed insensibile. Poco dopo invece, quando l'autore ha dato voce al personaggio, mi è sembrato troppo pieno di vita, "attivo", scherzoso. Insomma, il contrario rispetto alla descrizione iniziale. Ma questo è solo un appunto.
L'autore nel corso dell'opera, come accaduto nel volume I, si serve del corsivo per evidenziare i pensieri dei personaggi. A differenza della prima opera a volte questi pensieri mi sono sembrate delle riflessioni un po troppo forzate, tanto da sembrare appartenenti all'autore, e noi ai personaggi. Altre volte invece sono state usate con astuzia tanto da aiutare il lettore a comprendere meglio una situazione difficile, specialmente quando la trama si complicava verso la fine.

VOTO FINALE (4/5)

Se guardo il voto, nel complesso dico mezzo passo indietro per l'autore Luca Rossi, che comunque si mantiene ad alti livelli. Non è facile ripetersi dopo un libro di successo, ma tutto sommato lui ci è riuscito. Persino i sequel di Harry Potter non erano all'altezza del primo, ma restano comunque delle grandi opere. L'importante, in fin dei conti, è mantenere viva la voglia del lettore di leggere il seguito. Personalmente credo che  ci sia riuscito, perché io non vedo l'ora di leggere il volume III. A presto!

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