lunedì 23 ottobre 2017

Le femmine del babbuino - Analisi della trama e presentazione di alcuni estratti




[BLOG TOUR - TAPPA N°4]



L'opera si apre con un episodio isolato in Somalia, nel 1943, dove le femmine di un babbuino ucciso dall’uomo bianco reclamano vendetta. Sbattono sul tetto di lamiera della baracca, urlano contro l’uomo che ha ucciso un membro del branco e la moglie incinta, prossima al parto. Solamente alla nascita del bambino le urla e il chiasso assordante cesseranno di avere luogo, riconsegnando alla coppia la tranquillità tanto agognata.


"Dopo averlo ripulito, il padre appoggiò il cucciolo d'uomo sul seno della madre. Lea, felice e piangente, percepì il rumore lieve delle scimmie che abbandonavano la loro postazione e tra sé le ringraziò. Per quella notte non avrebbero più urlato e battuto le mani sulla lamiera del tetto. Né lo avrebbero più fatto per tutte quelle a venire".

Al termine di questo piccolo flashback ci troviamo nel 1983, in Italia. All’isola d’Elba, sulla spiaggia delle Ghiaie di Portoferraio, viene trovato un cadavere senza documenti e il commissario Laitano, calabrese di origine, poi trasferito sull’isola, inizia le sue indagini partendo dalla villa del cadavere, che evidenziano subito un collegamento con il primo flashback.

"Era ricco, senza dubbio. Non di quella ricchezza da arrampicatore sociale, da 'parvenu', ma di quella antica, costruita da generazione dopo generazione, quella solita che non si sgretola neanche se attaccata dalla prodigalità di qualche membro dissoluto e puttaniere della famiglia, quella costruita su proprietà immobiliari di cui si è perso il conto, di nonni notai, zii avvocati, parenti professori universitari o ambasciatori o generali, di titoli nobiliari arraffati a una monarchia ridicola e morente intorno al 1942".

Contemporaneamente, in Unione Sovietica abbiamo con un ufficiale del KGB al comando di un cargo russo, il quale naviga sul mar Baltico diretto in Africa e carico di armi. Ambientato dunque prevalentemente nel 1983, il romanzo contiene tutti gli elementi necessari e utili alla formazione di un noir di successo. Il commissario Laitano, protagonista del libro, è un personaggio curioso, simpatico e arguto che per ricomporre il puzzle di storie che s’intrecciano e scoprire una parvenza di verità, dovrà arrivare fino in Africa, nella Somalia di Siad Barre, e fare i conti con gli strascichi del colonialismo italiano e dell’imperialismo sovietico e americano. 
E in un villaggio sperduto di quella terra d’Africa, potrà annusare insieme all’odore della pianta d’incenso, anche quello di una parziale verità.

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