domenica 4 febbraio 2018

Piuttosto che


LA MIA OPINIONE

Buongiorno lettori! Normalmente anticipo la mia recensione con la classica trama che racconta il contenuto del libro, ma qui c'è poco da dire in quel contesto, quindi unirò l'utile al dilettevole.

Il libro contiene ben trecento (300) tra i più comuni errori commessi nell'italiano scritto, considerando discorsi politici, testi di professori universitari, comizi, articoli di giornale, ecc...
L'introduzione spiega in modo articolato l'errore più grave, quello ha spinto Valeria Della Valle e Giuseppe Patota a scrivere questo libro, ovvero l'uso errato del piuttosto che.


l'errore in questione (come tutti gli errori citati a seguire) è accompagnato da celebri esempi, come strafalcioni del ministro Brambilla, la quale utilizza il piuttosto che in sostituzione a "o", creando non poca confusione in chi legge o ascolta.

ESEMPIO: Sarebbe ora di abolire la vivisezione piuttosto che la caccia. (anziché dire "la vivisezione o la caccia")

Penso sia superfluo dirlo (mi legge un pubblico di lettori che, tutto sommato, queste cose elementari non le sbaglia) ma lo scrivo comunque: il piuttosto ché sostituisce anziché, ha valore avversativo. Non può essere utilizzato quando si parla di alternative.

Il resto del libro è organizzato come un dizionario, dalla A alla Z. Nel primo capitolo, quindi, troverete tutti gli errori riguardanti parole che iniziano con la lettera A (si dice aeroporto, non aereoporto) poi con la B, e così via.

Va detto che un buon 50% degli errori riportati su questo libro riguardano l'uso del congiuntivo, quindi non dico sia sconsigliato a chi lo utilizza già in modo impeccabile, però...sicuramente ne riduce la priorità di lettura.

Gli esempi restanti riguardano i dubbi comuni della quotidianità, cose come: coefficiente o coefficente? "Fu" con l'accento o senza accento?

Cose molto semplici per chi, come noi, mastica libri. Ma non mancano esempi più complessi e interessanti, come la forma del verbo "augurare". Dire "mi auguro che tu..." è sbagliato, in quanto il verbo appena citato significa letteralmente auspicare a sé stessi. Non serve dunque aggiungere il "mi" accanto al verbo.

Ricapitolando, reputo questo libro molto utile ma non indispensabile; tuttavia, lo consiglio caldamente a chiunque voglia limare il proprio background culturale, per assicurarsi di non compiere errori stupidi e alquanto banali.

Se decidete di acquistare questo libro, vi raccomando di seguire il link sottostante. Per voi non cambierebbe nulla, ma garantirebbe al sottoscritto una piccola percentuale che varrebbe come sostegno al blog. Alla prossima!

4 commenti:

  1. È davvero interessantissimo ☺☺.

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  2. davvero un libro interessante e soprattutto utile...

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  3. Articolo interessantissimo! Complimenti ��
    Lettrice Per Passione

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  4. Interessantissimo... La nostra lingua è fantastica e sicuramente fa bene rinfrescarsi la mente con un libro del genere, grazie della segnalazione, me lo segno 😊 anche perché mica sapevo che si dicesse aeroporto 😌

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