lunedì 14 maggio 2018

Come NON proporsi a un editore



Ogni giorno ricevo svariate e-mail da parte di aspiranti scrittori - o presunti tali - e non posso far altro che notare il modo imbarazzante in cui propongono il proprio prodotto. Per questa volta lascerò perdere tutti i dettagli riguardanti i romanzi inviati; riporterò di seguito cinque e-mail che individuano diverse tipologie di aspiranti scrittori, nella speranza che gli stessi lo leggano e ne facciano tesoro.


1 - I SOGNATORI

In questa categoria rientrano tutti quei candidati che inviano la mail esordendo con: salve, mi chiamo **** e spero che possiate aiutarmi a realizzare questo mio grande sogno, pubblicare un romanzo. Sin da quando ero piccolo/a ho sempre desiderato di riuscirci, e ora voi potreste aiutarmi. Pietà, signori, pietà.

2 - I BURLONI


"Mi chiamo ****,  sono sempre stato un ragazzo, fin troppo svogliato (ancora oggi, mi domando, come sia stato possibile diplomarmi senza perdere neanche un anno). Dove pecco di abnegazione scolastica, però, lo recupero in fantasia e amore per la scrittura e per la lettura, anche se mi definisco uno “scrittore ignorante” (penso che nessuno abbia mai utilizzato questo termine, quindi è soggetto a copyright)".

(DISCLAIMER: ho volutamente riportato la punteggiatura così come l'ho ricevuta, non odiatemi).


3 - GLI INDIFFERENTI

Sono l'opposto dei sognatori, ossia tutti quei candidati che sono lavorativamente arrivati, scrivono nel tempo libero e utilizzano la propria posizione sociale per esercitare una ipotetica pressione nel selezionatore. ESEMPIO:


"Gentile editore mi chiamo **** e sono un ispettore superiore della Polizia di Stato".

Quindi?



4 - GLI SPOCCHIOSI



"Non ho mai scritto la sinossi di nessun altro mio libro. Non che abbia scritto molti libri, ma continuo a non capirne il senso. [...] Sempre a quell’ipotetico editore, vorrei dedicare questo astratto, rassicurandolo. Continuerò a scrivere, indipendentemente da una risposta positiva o negativa".

Ecco, bravo, continua.


5 - I PROLISSI

I prolissi sono tutti quegli aspiranti scrittori che schivano abilmente le quattro categorie sopra riportate, ma rimediano scrivendo una mail lunga tanto quanto il romanzo che propongono. Capita di ritrovarsi quindi a leggere un romanzo autobiografico che racconta la vita dell'autore: quanti amici ha? Cosa fa nel tempo libero? Quante volte mangia durante il giorno? Quanto è alto e quanto pesa? Vi svelo un segreto, all'editore interessa solo il vostro scritto.



Ora che mi sono reso antipatico al 99% dei lettori di questo post, posso chiarire alcuni punti. Prima che qualcuno avanzi con: "magari a te non interessa, ma a qualcun'altro sì. Magari a te non piacciono questi metodi di candidatura, ma ad altri sì", vi fermo subito. Le grande casi editrici (Mondadori, Rizzoli, Garzanti, ecc) ricevono ogni giorno centinaia di romanzi: pensate che li leggano tutti? Ovviamente NO.

Ho scritto questo articolo perché le prime scremature avvengono proprio analizzando come gli scrittori si propongono all'editore. La sintassi usata per scrivere la mail, il contenuto, il confezionamento del prodotto, e così via. Se non abbandonate le quattro categorie sopra citate, difficilmente realizzerete il tanto inflazionato "sogno".





2 commenti:

  1. Ma tu lasciali continuare così, che è meglio se non pubblicano niente! (Sì, mi piace venire sul tuo blog a lamentarmi.)

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    1. Mi fai morire hahaha (ti adoro, sei la benvenuta).

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