sabato 14 luglio 2018

Baudelaire - Tutte le poesie



Quella che mi appresto a fare oggi non è una vera e propria recensione; difficilmente potrebbe esserlo. Della grandezza di Baudelaire - più tutti gli altri poeti maledetti - ne hanno parlato e ne parleranno allo sfinimento professori e critici letterari. Dopo aver letto interamente tutte le poesie dell'autore francese, voglio offrirvi un elenco contenente quelle che in assoluto mi sono piaciute, accompagnando il titolo con i versi più significativi. Non mi resta che lasciarvi a questa splendida - maledetta - lettura. Alla prossima!


PAG 55 - I FIORI DEL MALE

La stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia
occupano gli spiriti tormentando i corpi
e noi alimentiamo gli amabili rimorsi,
come i mendicanti nutrono i loro insetti.

PAG 79 - IL NEMICO

Giovane, ero tutto un uragano tenebroso
qua e là attraversato da brillanti soli,
poi tuoni e piogge hanno devastato tutto
e il mio giardino non ha che qualche frutto rosso.

PAG 103 - XXIV

Come la volta notturna io t'adoro,
o vaso di tristezza, grande taciturna,
e tanto più t'amo perché mi sfuggi e sembri,
tu, bella che adorni le mie notti,
più ironicamente accumulare leghe
che separano le mie braccia dalle azzurre immensità

PAG 105 - XXV

Ti porteresti a letto l'universo intero!
O donna impura! Hai l'anima crudele della noia.
Ogni giorno ti ci vuole un cuore sulla rastrelliera
per tenere i denti in esercizio al gioco singolare.

PAG 131 - SEMPER EADEM

E allora lascia che il mio cuore s'inebri d'una menzogna,
s'immerga in quegli occhi belli come un sogno bello,
e dorma a lungo all'ombra di quelle tue ciglia!

PAG 145 - IL VELENO

Ma tutto ciò non vale il veleno che stilla
dai tuoi occhi, dai tuoi occhi verdi,
laghi dove trema la mia anima e si vede a rovescio...
A folla vengono i miei sogni
per dissetarsi a questi amari abissi!

PAG 187 - IL MORTO FELICE

Voglio scavarmi io stesso una profonda fossa
in un terreno grasso e pieno di lumache
per poter distendere a piacere le mie vecchie ossa
e dormire nell'oblio come un pescecane tra le onde.

PAG 191 - LXXV SPLEEN

Piovoso, irato contro l'intera città,
rovescia a fiotti dall'urna un freddo tenebroso
sui pallidi abitanti del vicino cimitero
e la mortalità sui sobborghi avvolti nella nebbia.

PAG 195 - LXXVIII SPLEEN

E lunghi carri funebri, senza tamburi né musica,
sfilano lenti dentro la mia anima; la Speranza,
vinta, piange, e l'Angoscia atroce, dispotica,
pianta sul mio cranio chino il suo nero vessillo.

PAG 215 - A UNA MENDICANTE DAI CAPELLI ROSSI

Ma per un povero poeta come me
il tuo giovane corpo malaticcio,
pieno di macchie rosse
ha una sua dolcezza.
Porti i tuoi pesanti zoccoli
con più grazia di quanto una regina
da romanzo i suoi coturni di velluto.

PAG 232 - I CIECHI

Città amante del piacere fino all'atrocità,
guarda! Mi trascino anch'io, inebetito più di loro,
e dico: ma che cercano in Cielo tutti questi ciechi?

PAG 237 - IL CREPUSCOLO DELLA SERA

Ecco la sera affascinante, amica del criminale;
viene come un complice, a passi felpati; il cielo
si chiude lentamente come una grande alcova
e l'uomo impaziente si muta in belva atroce.

PAG 267 - IL VINO DEGLI AMANTI

Sorella mia, culliamoci sull'ala
dell'intelligente vortice!
Nuotiamo fianco a fianco
in un delirio parallelo!
Fuggiamo senza tregua né riposo
verso il paradiso dei miei sogni!

PAG 269 LA DISTRUZIONE

Il Demonio s'agita senza posa accanto a me;
come un'aria impalpabile mi ruota intorno
e io l'ingoio e sento che brucia i miei polmoni
e li riempie d'un desiderio colpevole ed eterno.

PAG 277 - LA FONTANA DI SANGUE

Ho cercato pure nell'amore un sogno d'oblio;
ma per me l'amore è solo un materasso d'aghi
fatto per dar da bere a quelle femmine crudeli!

PAG 369 - SUL "TASSO IN PRIGIONE"

Risa inebrianti riempiono la prigione
e invitano la mente allo strano ed all'assurdo,
lo circonda il dubbio e gli circola intorno
la Paura ridicola, schifosa e multiforme.



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