L'ebook sostituirà il cartaceo? FALSO!

Oggi voglio raccontarvi perché, a mio parere basato su fatti oggettivi, l'editoria digitale non soppianterà mai e poi mai quella cartacea.


La nascita dell’ebook risale ai primi anni del 2000. Già a partire dal 1998 c’era un “terrore” dilagante nei confronti di questa evoluzione digitale, di questa novità editoriale. I più preoccupati erano chiaramente i tradizionalisti e amanti del profumo della carta stampata, che vedevano nell’ascesa dell’ebook la minaccia più grande e la possibile lenta sparizione del cartaceo. Basta spostarsi di poco per giungere al 1999, dove troviamo articoli che certificano l’ebook non più come possibilità futura, bensì come realtà tangibile:

«Tutto è ricaricabile, la batteria del rasoio elettrico, la scheda del telefonino, l’abbonamento internet e ora anche il libro…Con il vostro telefonino satellitare munito di modem vi connettete alla rete internet e, collegandovi con il vostro libraio preferito, fate il pieno…’roba del 2000’ avremmo detto qualche anno fa, invece ora siamo costretti a dire ‘roba del 1999 perché il libro elettronico, l’ebook, è una realtà».

Roba del 2000. Sembra un’affermazione sciocca, eppure calza a pennello con ciò che effettivamente è successo poi, in apertura del nuovo millennio. In quell’anno, mese dopo mese, c’è stata un’autentica esplosione del tema ebook. Tutti erano fermamente convinti che nel giro di pochi anni, al massimo di un decennio, le biblioteche sarebbero scomparse, insieme a qualsiasi forma immaginabile di libro cartaceo; i lavoratori del settore editoriale “avrebbero dovuto rivedere i propri ruoli” (Gianfranco Viviani, Editore Nord), eppure qualcosa ancora mancava. In un articolo de La Stampa di quell’anno, gli e-reader venivano definiti “Macchine per leggere care, brutte e piccole”. Va ricordato che il costo dell’IVA sulla carta era del 2,4%, mentre per quanto riguarda i prodotti elettronici stanziava sul 20%. Eppure tutte queste previsioni apocalittiche lasciavano il tempo che trovavano, dato che nel 2001 le principali testate giornalistiche parlano di un’aspettativa delusa, di un ebook che stenta a decollare come pronosticato, come se fosse un progetto che ha avuto successo a metà. Per tutti i primi anni del nuovo millennio, l’ebook venne considerato come lo strumento utile per pubblicare contenuti lievemente diversi dai romanzi propri dello scrittore puro; il canale ideale per docenti universitari, professionisti e manager che volessero diffondere una o più presentazioni power point, e così via. Certo, anche le case editrici e le opere di narrativa venivano considerate nel grande calderone, ma quello sembrava quasi più un campo ancora di proprietà del cartaceo.

Nonostante ciò Mara Ciotti, in un articolo del Corriere della Sera datato 2003 riguardante gli ebook, cita anche le case editrici affermando che

«Piccoli e grandi editori possono offrire al pubblico nuovi prodotti, a rischio ridotto e senza problemi di distribuzione».

Tutte queste notizie fanno riferimento a un periodo preciso, coincidente con l’inizio del terzo millennio, caratterizzato dallo scoppio della bolla dell’internet e di una corsa esasperata alla industrializzazione informatica. I lettori di ebook, ovvero gli ebook reader erano costosi, poco agevoli, consentivano solo la lettura degli ebook, non avevano altre funzioni ed era piuttosto complesso anche solo trovarli. Ma questo non era l’unico motivo valido in grado di frenare l’ascesa dell’ebook a discapito del classico e amato cartaceo. Prima di tutto c’era ancora molta confusione nella regolamentazione e controllo anti pirateria, un po’ come accadeva per i film scaricabili in internet; esisteva il DRM prodotto da Microsoft (Digital Rights Managements) ma anche altri prodotti realizzati da varie software house. Non esisteva un'unica estensione per gli ebook ma se ne trovavano diverse e non intercambiabili tra loro, realizzate da diversi fabbricatori di hardware. Grazie anche a questi due motivi, la biblioteca digitale a disposizione del lettore navigante nel web non era poi così ampio e nemmeno appetibile, senza considerare che molti non disponevano di una velocità di download sufficiente per pensare di scaricare un ebook. Tutti questi motivi, sommati, valevano come esamina precisa a spiegazione del motivo per cui l’ebook non era ancora decollato, faticando a conquistare saldamente una posizione di leadership.

«In una situazione come quella descritta non stupisce che gli editori fossero molto cauti, peraltro lo sono ancora oggi in alcuni casi, perché, oltre ai problemi descritti, non era chiaro come evitare la disintermediazione: si sommavano da un lato un’offerta non particolarmente attrattiva, con una eccessiva complessità tecnica e logistica, e, dall'altro lato, non si intravedeva nemmeno un chiaro modello di business».



Ma l’ebook ritrova una seconda primavera intorno al 2009, grazie anche ad Amazon e all’intraprendenza di Jeff Bezos. Il colosso americano lancia l'Amazon Kindle, o Kindle, un lettore di libri elettronici commercializzato da Amazon. Destinato dapprima al mercato statunitense, viene poi lanciato in tutto il mondo a partire da ottobre 2009, inizialmente solo nella versione in lingua inglese. A partire dal 1º dicembre 2011, il Kindle è disponibile anche per il mercato italiano. L’economicità e la maggiore maneggevolezza del prodotto ideato dall’azienda di Bezos aiuta il progetto ebook a compiere un ulteriore passo avanti, tanto che lo stesso CEO di Amazon afferma nel febbraio del 2011: 

"Quest'anno abbiamo per la prima volta venduto più libri elettronici che edizioni economiche su carta”.

Oggi (2018), a distanza di quasi vent’anni dalla nascita del fenomeno, la situazione sembra essersi stabilizzata come si diceva, appunto, con una crescita parallela di ebook e cartaceo. Per quanto riguarda il prodotto elettronico, esistono principalmente due standard tecnici che sono rispettivamente il file EPUB e MOBI, anche se comunque il classico PDF offre un’esperienza di lettura accettabile, quando inserito nei vari dispositivi elettronici. Per quanto riguarda i diritti di vendita, Adobe è diventata uno standard affermato per la gestione dei DRM, i prezzi sono generalmente abbordabili, mentre i canali di distribuzione online sono infiniti: dal grande “capo” Amazon a IBS, Play store, Adobe, ibooks e tanti altri. Come se non bastasse, Amazon offre sia alle case editrici che agli autori indipendenti la possibilità di iscrivere uno o più libri a un programma nominato “Kindle Unlimited”. All’interno di questo progetto i lettori, tramite un abbonamento mensile a prezzo fisso, hanno la possibilità di leggere un numero illimitato di titoli, mentre gli autori vengono remunerati non più secondo copie vendute, ma sulla base del numero di pagine lette. Per un lettore assiduo, Kindle Unlimited rappresenta una straordinaria rivoluzione economica. Nonostante ciò, alcuni blogger sostengono che questa rivoluzione venga limitata dal fatto che all’interno del catalogo Unlimited non siano presenti tutti i libri ma solo alcuni. Il lettore rischia dunque di abbonarsi e non trovare i titoli aggiunti alla lista dei desideri. L’impressione è che, comunque, con qualche accorgimento possa rappresentare un altro importante tassello nel futuro dell’editoria. 

Superata l’iniziale diffidenza, ora anche le case editrici hanno stabilmente adottato l’ebook nel proprio processo produttivo. Sono nate addirittura case editrici specializzate nella pubblicazione unica ed esclusiva di manoscritti digitali (come, per esempio, nativi digitali edizioni). Non esiste pubblicazione che escluda la sfera digitale, a dimostrazione di un’integrazione ormai avvenuta stabilmente nel mondo editoriale. Nonostante ciò, la domanda si ripropone: se tutti i problemi iniziali sono stati sistemati, per quale motivo l’ebook ha solamente influenzato l’ambiente editoriale, senza conquistarlo? 

Una risposta significativa si può trovare in un dato dell’AIE (Associazione Italiana Editori) risalente al 2016: La maggior parte degli ebook si leggono negli smartphone (64,8%), seguiti dai tablet (28,3%) e solo il 7,3% li legge negli ebook reader. Da questo dato si evince che proprio gli e-reader, che dovrebbero rappresentare il principale fruitore della rivoluzione ebook, stanziano all'ultimo posto nella classifica delle piattaforme digitali utilizzate per la lettura, con una percentuale quasi ridicola. Una rivoluzione che, dunque, non si è mai realmente compiuta. L’unico punto a favore degli ebook, oggi, risulta la grande economicità a fronte del classico cartaceo, ma questo non basta ancora per surclassare definitivamente l’editoria classica.

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