lunedì 25 giugno 2018

Tre esempi di successi editoriali self-published


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3.2 ESEMPI DI SUCCESSI INDIPENDENTI


Viene dunque da chiedersi, al di là delle opportunità teoriche messe nel piatto del mercato editoriale: esistono autori che hanno trovato il successo sfruttando l’opportunità del self-publishing? Esistono, eccome se esistono. 


Anna Premoli – Ti prego lasciati odiare



Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente. E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…  

La scrittrice italiana, vincitrice del premio Bancarella 2013, è uno dei pochi esempi italiani che ha deciso di partire dal self-publishing e che ha poi raggiunto il reale successo, sbarcando in cartaceo tramite casa editrice.   Il suo romanzo auto-pubblicato infatti, Ti prego lasciati odiare, dopo aver ottenuto un ottimo successo è stato acquisito dalla Newton Compton che ha dato forma e vita alla versione cartacea, arrivando a vendere oltre le centomila copie, diventando così fenomeno editoriale.  L’autrice ha confessato che è stato suo marito a registrarla sulla piattaforma Narcissus, la quale ha curato editing, copertina e impaginazione. È stato il suo regalo di compleanno. L’autrice ha, infine, ammesso che pensava che mai nessuno avrebbe scovato il suo libro nel mare di pubblicazioni esistenti, invece è diventata un fenomeno nazionale. 

Trattandosi di un romanzo rosa, l’argomento principale affrontato dalla scrittrice è abbastanza comune: l’amore in grado di nascere tra due persone che inizialmente non sembrano reciprocamente compatibili. In realtà si scoprirà che la loro acredine celava un’attrazione che i due non pensavano di provare. Contrariamente a quello che succede di solito, ad attrarre reciprocamente i due protagonisti non è tanto l’aspetto bensì il lato caratteriale dell’altro, la sua ironia, la sua capacità di reggere un confronto. E, su questo non c’è dubbio, quando una persona va oltre l’aspetto fisico del partner e s’innamora del suo modo di ragionare, dei suoi pensieri, delle sue parole, allora forse il legame è davvero destinato a durare. A turbare l’idillio, oltre alle perplessità della protagonista (che non si reputa la donna adatta per un adone ricco e abituato a frequentare donne dotate solo di bell’aspetto), anche le differenze sociali. Lei proveniente da una famiglia di vegetariani attenti all’ambiente e alle tematiche sociali, lui ricco e di sangue blu. Un argomento tipico dei romanzi ambientati nell’Ottocento, rivisto in chiave moderna. A riprova che l’amore, quello vero, è in grado di superare qualunque ostacolo. Il romanzo si può ascrivere alla categoria definita chicklit, espressione inglese con la quale si definisce un genere letterario emerso negli anni novanta e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera. Pur presentando alcuni elementi in comune con il tradizionale romanzo rosa, il romanzo chicklit tende a essere umoristico e post-femminista nella sua rappresentazione della vita e dei rapporti sentimentali. Le protagoniste sono di solito donne dinamiche, alla moda, fra i venti e i quarant'anni, che vivono in grandi città (per esempio Londra o Manhattan) e lavorano in settori come l'editoria, la pubblicità, la finanza o la moda. “Ti prego lasciati odiare” ha il potere della distrazione, di trasformare il lettore nell'adolescente che non è più, regalando l’illusione che il sogno del principe azzurro non solo non è tramontato ma è anche conciliabile con il mito della donna in carriera. Si tratta di idee in un certo senso anacronistiche, considerato un periodo di forte crisi economica come quello attuale. Lo sa bene Premoli e lo sanno tutti. Ma forse è proprio questo che spiega il grande successo del romanzo. In conclusione, quello di Anna Premoli si può definire un doppio successo di self-publishing, in quanto ha raggiunto il grado di best-seller senza la pubblicazione cartacea, ma con la semplice vendita e-book. 

Erika Leonard James – 50 sfumature di grigio



Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest'uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest'uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall'ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili... Nello scoprire l'animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Tensione erotica travolgente, sensazioni forti, ma anche amore romantico, sono gli ingredienti che E. L. James ha saputo amalgamare osando scoprire il lato oscuro della passione, senza porsi alcun tabù. Il successo senza precedenti della trilogia Cinquanta sfumature, di cui questo è il primo volume, è iniziato grazie al passaparola delle donne che ne hanno fatto nel mondo un vero e proprio cult. Come un ciclone inarrestabile, la passione proibita di Anastasia e Christian ha conquistato le lettrici prima attraverso la diffusione in e-book, poi in edizione tascabile, ponendosi al primo posto in tutte le classifiche del mondo.  

Alla James spetta il primo posto per il più fulmineo bestseller mai registrato dalla storia dell’editoria: trentuno milioni di copie nell’arco di pochi mesi, con cui ha battuto il record ritenuto ineguagliabile di Harry Potter. James ha iniziato la trilogia online con la collaborazione di un folto gruppo di fan. In una seconda fase ha sviluppato in forma originale la sua famosa trilogia erotica. James ha auto-pubblicato il primo libro sia come un ebook che in print-on-demand attraverso il servizio Coffee Shop. Il libro si diffuse rapidamente, dimostrando un alto gradimento per la componente erotica nella narrativa femminile, complice anche la discrezione dell’acquisto online e della lettura su tablet. La trilogia è diventata un fenomeno mondiale ed è poi stata addirittura trasformata in pellicola cinematografica. La serie è stata diffusamente criticata per essere scritta male –  tutt’oggi se ne parla - ma questo non ha impedito a milioni di persone di comprare i suoi romanzi. 

Viene da chiedersi: perché? 

I motivi sono vari, in primis lo schema, che risulta collaudatissimo. La donzella casta e l'uomo di potere malvagio esistono dai tempi di "Pamela" di Richardson, della sempre citata "Tess dei d'Uberville" di Hardy, di "Jane Eyre” e molte altre opere. Non è certo il caso di effettuare un paragone, ma l'archetipo è sicuramente presente e forte nell'immaginario collettivo dei lettori. 

«Ciò che rende sorprendente il trionfo dei libri di E.L. James è che una storia che include una simile successione di scene di sesso apertamente viziose possa conquistare il mercato editoriale tradizionale», scrive Vanessa Thorpe, del Guardian, che aggiunge «la trama è così eccitante che fa sembrare le relazioni non convenzionali 'moderne' narrate nella trilogia di Stieg Larsson una lettura simile a quella di Charlotte Brontë». La Thorpe però ricorda che la scrittrice inglese non ha inventato nulla: «il sadomasochismo ha sempre avuto i suoi articolati evangelisti, dal Marchese de Sade, lo scrittore francese erotico e libertino del XVIII secolo, a Kenneth Tynan, illustre critico teatrale dell'Observer. James, però, è riuscita a ottenere che milioni di lettori medi prendano in considerazione il dolore erotico all'interno di un rapporto senza nemmeno avanzare una tesi o accampare un qualsiasi valore letterario». 

L’opera ha dunque riscosso un successo impressionante, rivoluzionando e rilanciando il genere della letteratura erotica, segnando un ulteriore traguardo a sostegno della causa targata self-publishing. 


Amanda Hocking – Switched



Wendy Everly ha diciassette anni e un carattere insolitamente difficile. Vive con il fratello e la zia in una piccola, noiosa cittadina di provincia. La madre è ricoverata in una clinica psichiatrica, da quando ha tentato di ucciderla il giorno del suo sesto compleanno. È stato allora che Wendy le ha sentito pronunciare per la prima volta un'accusa terribile: di avere in qualche modo preso, alla nascita, il posto del suo vero figlio. Adesso le giornate di Wendy trascorrono pigre, tra un liceo dove non s'impara nulla di davvero eccitante e una vita sociale e familiare prevedibile e monotona, quando va bene. Wendy sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno e di cui lei non può ricordare l'origine. A offrirle una inquietante risposta sarà Finn, un affascinante ragazzo da poco in città che si manifesta una notte alla finestra della sua stanza. È infatti lui che le rivelerà la sua vera identità di changeling e le dischiuderà le porte di un mondo attraente e sconosciuto, duro e sconvolgente, e dove la magia è di casa. Un mondo percorso da insidie cui Wendy scopre dolorosamente di appartenere, e dove le è riservato un destino più grande di quanto lei possa immaginare. 

Switched è il primo volume di una saga che ha come protagonista una “nuova” creatura molto conosciuta nel panorama fantasy: i Trylle, meglio conosciuti come Troll. Questa, forse, è l’unica novità. Queste creature che ci accingiamo a conoscere non sono gli orribili mostri maleodoranti e crudeli che siamo soliti incontrare. Qui ci troviamo di fronte a creature bellissime, ricche, alcune anche potenti, che hanno il brutto vizio di scambiare i loro pargoli alla nascita per farli crescere e istruire nel mondo degli umani. La protagonista è una ragazzina difficile, con un’infanzia triste alle spalle, la straordinaria capacità di cacciarsi nei guai e un potere che non sa spiegarsi. Il mondo dei Trylle, in cui il lettore viene catapultato senza troppi complimenti, è venale e superficiale, una monarchia fortemente gerarchica, dove ciò che conta è l’apparenza e il potere. Si è quindi alle prese con noiose lezioni di galateo, rigide regole comportamentali e cene cariche di malcelato disprezzo, che mettono a dura prova la pazienza e la sopportazione di Wendy, che è costantemente sotto esame. 

La storia in sé è interessante e coinvolgente, tuttavia il ritmo degli eventi è troppo veloce a scapito dei personaggi che, appena conosciuti, vengono messi da parte da un repentino cambio di scena. Non è chiaro dove voglia andare a parare l’autrice, così come non è chiaro né il ruolo di Wendy né quello di molti altri personaggi che vengono presentati lungo la lettura e, sicuramente, il colpo di scena finale cambia tutte le carte in tavola. È una lettura leggera, molto scorrevole, piacevole per gli amanti del genere. 

Vale la pena di effettuare un approfondimento per quanto riguarda l’ascesa al successo della scrittrice. Nell’aprile del 2010 Hocking viveva a Austin, una piccola città del Minnesota, in un appartamentino mal arredato. Non aveva un soldo ed era frustrata: da anni ormai provava senza successo a proporre i suoi lavori alle case editrici. Come se non bastasse, aveva appena saputo che dopo pochi mesi a Chicago ci sarebbe stata una mostra su Jim Henson, il creatore dei Muppets (che lei adora), alla quale non avrebbe potuto andare, perché non aveva soldi né per la benzina (da Austin a Chicago sono otto ore di auto) né per l’albergo. Così le venne un’idea. Prese uno dei tanti romanzi che aveva scritto nei nove anni precedenti – tutti respinti da un numero infinito agenti letterari e case editrici – e lo mise in vendita su Amazon e su altri siti di e-books, pensando di vendere qualche copia, se non altro agli amici e ai famigliari. Per il viaggio a Chicago le servivano 300 dollari (240 euro), ma mancavano sei mesi alla mostra dei Muppets. 

Sei mesi dopo, ottobre 2010: in sei mesi, Hocking non solo ha raggranellato i 300 dollari che le servivano per i Muppets: ha guadagnato più di 20mila dollari, vendendo 150mila copie dei suoi libri. Fino a oggi le copie vendute sono diventate un milione e mezzo, e i dollari due milioni e mezzo. Senza agenti letterari, case editrici, librerie, manager del marketing: tutto da sola (e Amanda Hocking è andata a Chicago a vedere i Muppets), diventando così un caso da studiosi della rivoluzione editoriale. 

In un’intervista curata dal Guardian, poi ripresa in Italia da “Il Post”, la stessa Hocking ha dichiarato: “La gente mi dipinge come un’icona: non lo sono. Auto-pubblicarsi è una fantastica opportunità, ma non voglio diventarne il simbolo. Vorrei che la gente parlasse dei libri che ho scritto, non di come li ho scritti”.

È anche un po’ seccata, Hocking, perché la sua storia di successo viene interpretata come la prova che auto-pubblicarsi sia il nuovo modo per diventare ricchi in un batter d’occhi. Che ne è allora dei nove anni precedenti, quando scriveva decine di romanzi che venivano rifiutati da tutti? Che ne è delle ore spese per risolvere i problemi tecnici su Kindle, per disegnare le copertine, revisionare le copie, scrivere nel blog, su Twitter e su Facebook, rispondere alle mail e ai tweets dei lettori? Il processo editoriale è stato molto faticoso e frustrante: Hocking ha assunto dei curatori freelance e ha chiesto ai lettori di avvertirla di ogni errore, però continua a pensare che i suoi e-books siano pieni di errori:

“Mi fa andare in bestia, perché davvero ho provato a far funzionare tutto, semplicemente non ci riesco. È troppo; è spossante ed è difficile. E comincia a pesarmi a livello emotivo. So che sembra strano e lamentoso, ma è vero”.

Alla fine, era diventato così stressante pubblicarsi da sola, che Hocking ha deciso di rivolgersi al tradizionale mondo del libro che per tanto tempo l’aveva rifiutata. Per 2,1 milioni di dollari ha affidato la pubblicazione di una serie di romanzi a St Martin’s Press negli Stati Uniti e a Pan Macmillan nel Regno Unito. Dopo aver affrontato le più celebri casistiche di successo autonomo, tramite un self-publishing che ignora completamente il classico sistema editoriale, si possono trarre delle conclusioni piuttosto evidenti. 

1) L’opinione pubblica difficilmente cambierà idea sul self-publishing 

La testimonianza della Hawking è emblematica: sotto una pressione costante, un controllo accurato da parte degli stessi lettori che cercavano di dimostrare a tutti i costi un livello di qualità minore in un best-seller auto-pubblicato, è stata costretta ad accettare un contratto di pubblicazione offerto da una casa editrice. Questo dimostra quanto il self-publishing risulti non un punto d’arrivo per gli scrittori, bensì un trampolino di lancio, un aiuto per vedersi aprire le porte del tradizionale mondo editoriale. 

2) Anche i best-seller indipendenti, tendenzialmente, scelgono l’editoria tradizionale.

Senza eccezioni, tutti gli autori indipendenti - anche i più celebri - hanno optato per un cambio di sponda, passando sotto il braccio protettivo dell’editoria tradizionale. C’è da dire che molti dei più famosi casi editoriali riguardanti il self-publishing indicano autori che hanno pubblicato senza una reale aspettativa di guadagno e successo, salvo poi ritrovarsi a dialogare con qualcosa di più grande di loro. In questo senso appare ovvia la scelta di affidarsi successivamente a una macchina di lavoro studiata e organizzata come risultano essere le grandi case editrici. 

PROSSIMA PUNTATA: CONCLUSIONI

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